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sabato 14 febbraio 2015

Le foto più belle dello Stretto di Messina - Parte 4

Riprendiamo la serie dedicata alle foto più belle dello Stretto di Messina, se vi siete persi la prima parte Cliccate QUI.

La raccolta completa delle foto ad alta risoluzione dello stretto la potete vedere a questo link: Lo Stretto di Messina - Album Facebook

Lo Stretto di Messina durante una splendida mattinata di sole a metà Febbraio

Lo Stretto al tramonto

Messina vista dal Castello di Scilla al tramonto.

domenica 26 ottobre 2014

Le foto più belle dello Stretto di Messina - Parte 3


Riprendiamo la serie dedicata alle foto più belle dello Stretto di Messina, se vi siete persi la prima parte Cliccate QUI.

La raccolta completa delle foto ad alta risoluzione dello stretto la potete vedere a questo link: Lo Stretto di Messina - Album Facebook





Foto Realizzata da Chiara Pizzimenti - Fotoritocco a cura di Marco Crupi

Foto Realizzata da Chiara Pizzimenti - Fotoritocco a cura di Marco Crupi

sabato 26 ottobre 2013

Campo Italia: tra strutture militari e panorami mozzafiato - Reportage Fotografico

Vista dal Forte Crispi, notare lo scempio causato dalla cava di sabbia

Una zona di Messina che pochi conoscono è quella di Campo Italia, raggiungibile salendo dall'annunziata e deviando sulla strada provinciale 44. Un percorso tutto in salita da cui si possono godere bellissimi panorami e vedere la città per intero.

Potete vedere il reportage fotografico a questo link: Campo Italia - Album Facebook (parte delle foto riguardanti l'ex base militare sono state realizzate da Chiara Pizzimenti).

Il reportage si può dividere in 4 tappe:

1) Panorama godibile dalla strada provinciale 44, in corrispondenza dell'ingresso della cava di sabbia.
2) Panorama dall'ex discarica di Portella Arena.
3) Esplorazione del forte Crispi.
4) Esplorazione ex base militare di Campo Italia.

FORTE CRISPI cenni storici.


Il forte Crispi, o batteria Minaia, sorge in zona Portella Arena, a campo Italia. Si trova in una posizione tra le più strategiche, e per questo era una delle più fortificate ed armate in assoluto.

Svolgeva il duro lavoro di controllare sia l’ingresso nord dello stretto, sia il porto, spaziando anche per tutto lo stretto da nord a sud. La forma trapezoidale simmetrica e le dimensioni contenute, risultano quelle standard, tipiche della maggior parte delle batterie Umbertine.

Il forte è poco distante da altre note fortificazione messinesi, forti Masotto e Serra la Croce. Con esse ha condiviso gli eventi tragici dei bombardamenti Angloamericani riportando ingentissimi danni.

Tra Forte Masotto e Crispi vi è l’area in cui sorge il deposito munizioni dell’Esercito, difeso da diversi bunker disposti a sbarramento stradale.

Nel 1943 è stato riadattato a postazione contraerea ed antinave. ha ospitato infatti diverse batterie di artiglieria Italiane e tedesche, con pezzi 90 Ansaldo e 88 mm Flak.

Il forte Crispi ebbe un ruolo importante durante la battaglia aereonavale di Messina, durata dal 1941 al 1943.

Il forte aveva il compito di difendere i punti d’imbarco, scelti dagli Italotedeschi per trasportare uomini e mezzi in Calabria.

La struttura presenta gravi danni da esplosione provocati dalle bombe lanciate dagli aerei. La struttura è evidentemente danneggiata in più parti. Il fossato non esiste più come parte del muro di ingresso e della caponiera.

Il corpo centrale è sparito, sostituito da costruzioni abusive adibite a ricovero per animali.

Fonte originale articolo sul forte Crispi: messinafortificata.it

martedì 3 settembre 2013

Le foto più belle dello Stretto di Messina - Parte 2


Riprendiamo la serie dedicata alle foto più belle dello Stretto di Messina, se vi siete persi la prima parte Cliccate QUI.

Per realizzare queste fotografie ho dovuto superare a piedi il cimitero comunale di Torre Faro e i campetti da calcio, per poi percorrere una strada che arrivava fino al lago piccolo di Ganzirri, in quella discesa ho trovato una posizione sopraelevata dalla quale ho scattato.

Ogni volta che guardo la fotografia in alto mi viene da pensare a una canzone intitolata Onda Calabra del gruppo "Il parto delle nuvole pesanti".



Nella foto in basso in ordine di altezza: la torre inglese, il faro e il pilone.

Ed è in questo bellissimo scensario dello Stretto di Messina che si pratica l'antica caccia del pesce spada, sulla quale ho realizzato un reportage che potete vedere a questi link:


La raccolta completa delle foto ad alta risoluzione dello stretto la potete vedere a questo link: Lo Stretto di Messina - Album Facebook


sabato 24 agosto 2013

Le foto più belle dello Stretto di Messina - Parte 1


In questo articolo sono raccolte le foto più belle dello Stretto di Messina realizzate dal fotografo Marco Crupi.

Per chi non fosse di Messina ecco cosa dice Wikipedia:

Lo Stretto di Messina (localmente u Strittu) chiamato nell'antichità Stretto di Scilla e Cariddi, Stretto di Scilla e Fretum Siculum, in epoca tardo-medievale e moderna Faro di Messina, è un braccio di mare che collega il Mar Tirreno con il Mar Ionio e che, separando (sia pur marginalmente) le due città di Messina e Reggio con le rispettive aree urbane, separa la Sicilia dalla Calabria, dunque dall'Italia peninsulare e dal continente. Nel tratto più stretto (a nord) è largo circa 3,2 km.

Nella foto in alto e in quella subito sotto lo stretto visto dalla strada panoramica. Quello che salta subito all'occhio è la notevole diversità fra i colori assunti dal mare nelle due foto.


Lo Stretto all'alba è uno spettacolo che pochi hanno visto.



Il Pilone di Torre Faro.


Nelle 3 foto seguenti lo Stretto di Messina prima di un temporale, notate nella prima foto il formarsi di piccoli gorghi e i tre colori differenti dell'acqua!

Nella seconda foto invece potete vedere Scilla vista dalla spiaggia di Torre Faro.



I Piloni dello stretto

Lo Stretto di Messina a fine settembre.


La Parte 2 la potete vedere Cliccando QUI, mentre per la raccolta completa delle foto ad alta risoluzione andate a questo link: Lo Stretto di Messina - Album Facebook

martedì 20 agosto 2013

Antonio Mancuso, uno degli ultimi Maestri d'Ascia di Messina


Nella foto in alto potete vedere il capannone di Antonio Mancuso, uno degli ultimi maestri d'ascia, lo incontrai qualche anno fa per caso a Ganzirri, mentre lavorava su una barca.

Entrando nel capannone dalla spiaggia mi sono ritrovato di fronte ai suoi attrezzi del mestiere.

Pochi giorni fa parlando con un pescatore della zona, ho saputo che forse non lavora più per via dell'età avanzata, mi ritengo molto fortunato ad aver realizzato queste fotografie.



Wikipedia sui maestri d'ascia dice:

Il maestro d'ascia (anche mastro d'ascia) era una professione di spicco dei vecchi cantieri navali, quando le imbarcazioni venivano ancora costruite prevalentemente in legno.

Esperti dei vari tipi di legname ne riconoscevano l'essenza, l'uso ed infine la locazione all'interno dell'imbarcazione. La loro bravura consisteva nel sagomare, adattare il ceppo di legno a quella che poi sarebbe stata la sua definitiva funzione. Tale operazione di sagomatura era appunto fatta con un attrezzo chiamato ascia.




Per vedere le foto ad alta risoluzione vi rimando all'album su Facebook a questo link: Antonio Mancuso, uno degli ultimi Maestri d'Ascia di Messina

lunedì 19 agosto 2013

Lo Stretto di Messina all'alba


Erano circa le 5 del mattino mentre percorrevo la via Consolare Pompea, ero diretto a Ganzirri per realizzare il mio reportage sulla Caccia del pesce spada, quando mi imbattei in questa meraviglia, era la prima volta che vedevo l'alba sullo stretto di Messina.

Rimasi affascinato dalle sfumature di azzurro e di blu in netto contrasto con quella linea rossa tra nuvole e montagne.


La Galleria fotografica su facebook con le foto dello stretto la trovate a questo link: Lo Stretto di Messina - Foto Panoramiche

venerdì 16 agosto 2013

La caccia del pesce spada nello Stretto di Messina - Parte 2


La prima parte dell'articolo in cui vi sono altre foto e cenni storici la trovate questo link: La caccia del pesce spada nello Stretto di Messina - Parte 1

Come ho già detto nella prima parte dell'articolo queste foto risalgono al 2012, fortunatamente questa volta ho avuto il piacere di assistere alla cattura del pesce spada.

All'alba mi sono recato sulla spiaggia per imbarcarmi sulla Feluca, li ho assistito a una discussione tra due pescatori, sono sempre stato attrato dal modo di gesticolare tipico di certi Siciliani, una volta lessi che alcune scuole di teatro straniere sono giustamente incuriosite da questa nostra particolarità.









Da notare gli occhiali polarizzatori con le carte da gioco attaccate sui lati, per non far filtrare la luce solare. Grazie a questo tipo di occhiali riescono ad eliminare i riflessi sulla superficie marina e di conseguenza ad avvistare il pesce spada che si muove a pelo d'acqua.


Per avere acqua fredda a disposizione i ragazzi legano una bottiglia d'acqua alla barca (foto in basso), il mare dello stretto ha una temperatura sufficientemente bassa.














Quello che vedete nella foto è a detta dell'equipaggio uno dei migliori fiocinatori di Messina; il suo compito è posizionarsi sulla lunga passerella dell'imbarcazione e avvistato il pesce spada, con grande maestria scaglia l'arpione. Questo é un momento della pesca molto importante, che richiede attenzione e concentrazione da parte di tutto l'equipaggio.


Nessun particolare é trascurato e ognuno sa bene cosa fare e quando agire. Colpito il pesce, viene issato a bordo con il "gancio" che vedete nella foto in basso.




Dopo aver colpito il pesce spada, esso viene issato a bordo e un pescatore incide, vicino la branchia destra, una croce con le unghie della mano, (il pollice però non viene utilizzato), detta "a caddata dà cruci".




Queste foto sono scattate prima che coprissero l'animale per ripararlo dal sole, é possibile assistere ad un'affascinante cambio di tonalità della pelle del pesce spada, che alterna colori intensi a colori leggeri.



Partecipare (anche se come spettatore) a questa caccia è stata un'esperienza molto forte.
Alla gioia per il buon esito della pesca che dura svariate ore sotto un sole cocente e il fastidio della salsedine sulla pelle, si fa largo un senso di tristezza e compassione per l'animale catturato, che non muore subito ma continua a dimenarsi legato e ferito mortalmente.


Per vedere le foto ad alta risoluzione vi rimando all'album su Facebook a questo link: La caccia del pesce Spada - Album Facebook
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