Visualizzazione post con etichetta Attività. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attività. Mostra tutti i post

martedì 20 agosto 2013

Antonio Mancuso, uno degli ultimi Maestri d'Ascia di Messina


Nella foto in alto potete vedere il capannone di Antonio Mancuso, uno degli ultimi maestri d'ascia, lo incontrai qualche anno fa per caso a Ganzirri, mentre lavorava su una barca.

Entrando nel capannone dalla spiaggia mi sono ritrovato di fronte ai suoi attrezzi del mestiere.

Pochi giorni fa parlando con un pescatore della zona, ho saputo che forse non lavora più per via dell'età avanzata, mi ritengo molto fortunato ad aver realizzato queste fotografie.



Wikipedia sui maestri d'ascia dice:

Il maestro d'ascia (anche mastro d'ascia) era una professione di spicco dei vecchi cantieri navali, quando le imbarcazioni venivano ancora costruite prevalentemente in legno.

Esperti dei vari tipi di legname ne riconoscevano l'essenza, l'uso ed infine la locazione all'interno dell'imbarcazione. La loro bravura consisteva nel sagomare, adattare il ceppo di legno a quella che poi sarebbe stata la sua definitiva funzione. Tale operazione di sagomatura era appunto fatta con un attrezzo chiamato ascia.




Per vedere le foto ad alta risoluzione vi rimando all'album su Facebook a questo link: Antonio Mancuso, uno degli ultimi Maestri d'Ascia di Messina

venerdì 16 agosto 2013

La caccia del pesce spada nello Stretto di Messina - Parte 2


La prima parte dell'articolo in cui vi sono altre foto e cenni storici la trovate questo link: La caccia del pesce spada nello Stretto di Messina - Parte 1

Come ho già detto nella prima parte dell'articolo queste foto risalgono al 2012, fortunatamente questa volta ho avuto il piacere di assistere alla cattura del pesce spada.

All'alba mi sono recato sulla spiaggia per imbarcarmi sulla Feluca, li ho assistito a una discussione tra due pescatori, sono sempre stato attrato dal modo di gesticolare tipico di certi Siciliani, una volta lessi che alcune scuole di teatro straniere sono giustamente incuriosite da questa nostra particolarità.









Da notare gli occhiali polarizzatori con le carte da gioco attaccate sui lati, per non far filtrare la luce solare. Grazie a questo tipo di occhiali riescono ad eliminare i riflessi sulla superficie marina e di conseguenza ad avvistare il pesce spada che si muove a pelo d'acqua.


Per avere acqua fredda a disposizione i ragazzi legano una bottiglia d'acqua alla barca (foto in basso), il mare dello stretto ha una temperatura sufficientemente bassa.














Quello che vedete nella foto è a detta dell'equipaggio uno dei migliori fiocinatori di Messina; il suo compito è posizionarsi sulla lunga passerella dell'imbarcazione e avvistato il pesce spada, con grande maestria scaglia l'arpione. Questo é un momento della pesca molto importante, che richiede attenzione e concentrazione da parte di tutto l'equipaggio.


Nessun particolare é trascurato e ognuno sa bene cosa fare e quando agire. Colpito il pesce, viene issato a bordo con il "gancio" che vedete nella foto in basso.




Dopo aver colpito il pesce spada, esso viene issato a bordo e un pescatore incide, vicino la branchia destra, una croce con le unghie della mano, (il pollice però non viene utilizzato), detta "a caddata dà cruci".




Queste foto sono scattate prima che coprissero l'animale per ripararlo dal sole, é possibile assistere ad un'affascinante cambio di tonalità della pelle del pesce spada, che alterna colori intensi a colori leggeri.



Partecipare (anche se come spettatore) a questa caccia è stata un'esperienza molto forte.
Alla gioia per il buon esito della pesca che dura svariate ore sotto un sole cocente e il fastidio della salsedine sulla pelle, si fa largo un senso di tristezza e compassione per l'animale catturato, che non muore subito ma continua a dimenarsi legato e ferito mortalmente.


Per vedere le foto ad alta risoluzione vi rimando all'album su Facebook a questo link: La caccia del pesce Spada - Album Facebook

giovedì 15 agosto 2013

La caccia del pesce spada nello Stretto di Messina - Parte 1


Devo premettere che questo articolo è diviso in due parti, sia perché non posso inserire troppe foto, sia perché sono salito sulla Feluca in due periodi differenti, le foto in questo post risalgono al 2011 mentre quelle nella seconda parte al 2012. 

Durante il periodo estivo se vi trovate sul lago grande di Ganzirri vi consiglio di raggiungere la spiaggia, vi inoltrerete in un villaggio di pescatori di altri tempi per poi assistere allo spettacolo della natura che è lo stretto di Messina.
Se vi recherete sul posto all'alba troverete ormeggiate le Feluche pronte a partire per la caccia del pesce spada.

La barca utilizzata per la pesca del pescespada viene anche chiamata anche "passerella", poiché consta di una 'ntinna, o traliccio, per l'avvistamento e appunto di una lunga passerella in ferro, a prua, per arrivare vicino alla preda senza farsi notare.


Wikipedia in proposito dice:

Ci sono fonti che testimoniano come il pesce spada venisse già pescato nello Stretto di Messina, in particolare sotto la rupe di Scilla fra il XVII ed il XV secolo a.C. Vennero alla luce, infatti resti di villaggi preistorici risalenti all'età del bronzo e, fra questi, alcuni rifiuti di pasto contenenti ossa di pesce spada. La pesca del pesce spada, ma si potrebbe parlare anche di caccia al pesce spada, nel vero senso del termine, vista la procedura adottata, nelle acque dello Stretto è praticata da maggio a fine agosto e risale quindi a tempi arcaici.

La pesca con le spadare, una sorta di reti, è vietata e causa la morte di altre specie marine in pericolo, quali le tartarughe marine ed i cetacei.

Le Spatare, o Feluche sono tradizionali imbarcazioni utilizzate in Calabria e Sicilia per la pesca del pescespada. Sono guidate dal timoniere e avvistatore che si pone in equilibrio su di un alto pennone dove vi è anche il cassero, il traliccio metallico del pennone è alto dai 15 ai 25 m. Dalla prua della barca fuoriesce poi un altro ponte metallico, la "passerella" appunto, da dove il fiocinatore, avvertito dall'avvistatore, con il suo arpione vibra il colpo mortale alla preda. Questo metodo di pesca al Pesce Spada è anche magicamente narrato da una canzone di Domenico Modugno, "u piscispada". Modugno conosceva il siciliano poiché sposato con una messinese. Queste tradizionali imbarcazioni assumono diversi nomi quali Passerelle, Feluche (nel messinese, in particolare nelle zone di Torre Faro e Ganzirri), o più diffusamente Spatare; il pescespada è spesso in Calabria oggetto di sagre e feste popolari durante i mesi estivi. Viene pescato anche nella zona nord di Messina, sull'altra sponda dello Stretto.

 
Ho avuto il privilegio di salire su una di queste imbarcazioni ed è stata un'esperienza che non dimenticherò mai, mi ha colpito molto, più della caccia in sé, lo spirito di questi uomini, mi hanno accolto sulla loro barca e trattato come uno di loro seza chiedere nulla in cambio.


Ritratti dell'equippagio:

Il Capitano della Feluca






I Capitani delle Feluche si accordano tra loro per dividersi le zone in cui pescare, però spesso e volentieri questo "patto" viene infranto.

Non è raro incrociare altre imbarcazioni...


Purtroppo questa giornata di pesca è andata male, i motori si sono guastati e siamo dovuti tornare a riva e di conseguenza non ho potuto fotografare il momento clou della caccia (che vedrete nella parte 2).

Poco tempo dopo ho avuto la fortuna di incontrarli mentre scendevano dall'imbarcazione con la loro preda...



La barca che vedete nella foto in alto non è affondata, viene appositamente fatta entrare acqua per aumentare lo spessore delle tavole di legno.






Clicca QUI per vedere la secona parte dell'articolo.

Per vedere le foto ad alta risoluzione vi rimando all'album su Facebook a questo link: La caccia del pesce Spada - Album Facebook
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...