Una Fondamentale premessa, nelle foto che vedete è ritratto quel che si pensa resti dell'antica via Consolare Pompea, in realtà
ci sono varie teorie, tra cui quella che tutto ciò abbia origini naturali, ovvero che non sia opera dell'uomo ma che si tratti di un fenomeno soprannominato
Beachrock (vi consiglio di leggere i commenti a questo post a fine articolo).
Quindi prendete queste immagini col beneficio dubbio, sapendo che però
quanto segue riguardo la storia di tale via è vero.
Se facciamo una passeggiata sulla spiaggia dalle parti di Ganzirri non possiamo non notare che certe volte dalla sabbia emerge un lungo lastrone di rocce unite tra loro da una sorta di "cemento", molto duro e compatto, che si distacca e interrompe nettamente la spiaggia (come potete vedere nella seconda foto in basso).
Si sa, Messina da un centinaio di anni a questa parte non brilla di chissà quali pregi artistici, architettonici o archeologici: l’antico splendore di quella che un tempo era la porta sul Mediterraneo, aspramente contesa per secoli, si è perso insieme alle macerie e alle scosse che hanno distrutto la città. Ma non tutto è andato perduto: rovine risalenti a più di 2000 anni fa sono ancora in larga parte intatte. Messina, al tempo Messana, facente parte dell’Impero Romano, era una fiorente e prospera città con un grande porto e, in quanto romana, con grandi strade.
Una di queste strade la conosce ogni messinese:
via Consolare Pompea. Il nome dovrebbe già far riflettere sulle sue origini: magari non tutti ci hanno pensato, e chi lo ha fatto non immagina di certo che quella strada, costruita dal console
Pompeo, esiste ancora e per brevi tratti è a galla. Non sorprende che praticamente nessuno sappia della sua esistenza: sul web non si trova nulla (salvo brevi ma importantissimi accenni di
messinaierieoggi.it, che ringrazio vivamente), e, chiedendo anche ai più anziani ed esperti conoscitori del territorio, non si ottengono risposte.
Passeggiando per le spiagge di Ganzirri si nota un “ostacolo” che impedisce un facile ingresso in acqua: la conformazione è proprio quella di una strada. La nostra strada. Procedendo in direzione centro, i più attenti nuotatori nella zona di Sant’Agata avranno certo notato sott’acqua delle pietre dalla forma somigliante a quella di una… strada! Le prove ci sono eccome, e tutti possono vederle (e toccarle). Ma ripercorriamo la storia di questa antichissima e importante via.
Correva l’anno 82 a.C.: Marco Perperna, generale romano, partigiano di Mario, era pretore in Sicilia. Gneo Pompeo, personaggio destinato a segnare la storia di Roma, aveva il compito di eliminare il disertore e preparò una spedizione in Sicilia. Durante il soggiorno Pompeo diventò anche utile alla nostra città: fece riparare e costruire un lunghissimo tratto di strada che collegava Messana a Torre Faro. La strada fu aperta nel 72 a.C., anno in cui, in Spagna, moriva Perperna per mano dello stesso Pompeo.
Certo altre città possono vantare reperti e rovine ben più importanti e grandi: ma per chi non ha più nulla, perché dimenticare e ignorare un pezzo di storia? Chissà quante persone hanno visto o percorso la Consolare Pompea senza sapere che uno dei più grandi generali della storia vi ha camminato pure: il primo passo per valorizzare il nostro territorio è innanzitutto conoscere la sua storia e diffonderla.
Articolo scritto da Giulia Bitto
Foto di Marco Crupi